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Intervista alla peacekeeper Onu Paola De Mauro

Nella Giornata Internazionale dei Peacekeeper Onu (29 maggio, 2015) abbiamo intervistato tre caschi blu residenti in città. In questo articolo vogliamo raccontare la storia di Paola De Mauro, Programme Assistant che si occupa di progetti e programmi speciali per la Sezione Logistica di tutte le Missioni UN.

Presentati: come ti chiami e che lavoro fai?
Sono Paola De Mauro e lavoro per le United Nations, Departement of Field Support

Da quanto tempo sei una peacekeeper?
Dal settembre del 2003

Come si diventa peacekeeper?
Possedendo i requisiti necessari (titolo di studio, esperienza, conoscenza della lingua inglese, etc etc etc) e riuscendo a superare un concorso per un posto come core staff o come consulente esterno. La passione e la flessibilita’ ti danno una marcia in piu’.

Quale ruolo ricopri?
Attualmente ricopro il ruolo Programme Assistant e mi occupo di progetti e programmi speciali per la Sezione Logistica di tutte le Missioni UN

Raccontaci un’esperienza che ti ha segnato in particolar modo.
Difficile scegliere! Ne racconto due: la mia prima e ultima (inteso come la piu recente) missione in campo.
La prima: Congo (MONUSCO – UN Organization Stabilization Mission in the DR Congo) – sono partita da sola e non in team per un paese “difficile” e per un progetto molto complesso, la realizzazione del nuovo Head Quarter della missione con la ri-collocazione di 300 staff (high management). Non avevo alcuna esperienza di missione e avevo di fronte un lavoro ambiziosissimo con una deadline impossibile. Ebbene, nonostante tutte le condizioni giocassero a mio sfavore, non ho avuto mai paura. Mi sentivo a casa. Ed ho compreso per la prima volta che il lavoro che faccio è quello “che fa per me”.
La seconda: Ghana (UNMEER – UN Mission for Ebola Emergency Response) – lo scorso novembre mi è stato chiesto di occuparmi della realizzazione del Quartier Generale della missione. L’ebola mi faceva paura, ma soprattutto ai miei due figli, alla mia famiglia ed ai miei amici. Non ho esitato ed ho accettato l’incarico. Forse per passione, forse per incoscienza, ma ero convinta di fare la scelta giusta. Gestire l’emergenza non è stato facile, abbiamo lavorato ininterrottamente per mesi (notte e giorno) ma i risultati parlano da soli e ci hanno ricompensati di tutti i sacrifici.

Come sei arrivata a Brindisi?
Dopo anni di carriera da libero professionista architetto spesi in Lombardia, ho deciso, insieme a mio marito, di ritornare in Puglia, la nostra terra d’origine. Il richiamo era troppo forte! E cosi quasi per gioco un giorno ho letto su un quotidiano del bando di selezione per architetti/ingegneri nella Base Logistica delle Nazioni Unite di Brindisi. And here we are!

Cosa accade nella base logistica brindisina dal punto di vista delle azioni di peacekeeping?
La base di Brindisi ricopre il ruolo di Global Support Centre. In breve, da Brindisi parte il supporto alle basi UN sparse per tutto il mondo. Supporto inteso in senso lato; dalle prestazioni di servizi (telecomunicazioni, back-up dati, formazione del personale, standardizzazione del settore ingegneristico, gestione dei voli, invio di personale altamente specializzato, etc.) alla gestione amministrativa e logistica dei settori acquisti, magazzino, spedizioni, etc.

Quali sono le missioni più importanti che hanno visto Brindisi protagonista attiva delle azioni di peacekeeping?
La base di Brindisi è nata per supportare la missione UN in Kossovo. Da quella prima positiva esperienza si è compreso che Brindisi poteva giocare un ruolo molto più ampio grazie alla sua posizione geografica, alle infrastrutture presenti ed alla professionalità degli addetti. Attualmente supportiamo operazioni in tutte le missioni UN presenti sul territorio mondiale, che siano Peacekeeping Missions o Special Political Missions o Head Quarters, senza distinzione di sorta.

Quali sono le missioni di pace attualmente in atto nella base locale?
Attualmente stiamo investendo la maggior parte delle nostre risorse per UNMEER (di cui ho parlato prima, che è in fase di “liquidation”), MINUSCA in Central Africal Republic e MINUSMA in Mali (che soni in fase rispettivamente di “start-up” e “consolidation”). Ma allo stesso tempo si invia supporto ad altre missioni in termini di personale, materiali e servizi.

Che peculiarità ha Brindisi per essere stata scelta per tale ruolo?
Come dicevo prima… Brindisi ha la fortuna di occupare un pezzo di territorio altamente strategico, ha una stabilita’ economica e politica, ha infrastrutture importanti quali porto ed aereoporto, ha personale altamente specializzato.

Quali sono i vantaggi per l’Onu e quali quelli per Brindisi nel ricoprire questo compito?
L’ONU ha il vantaggio di operare su un territorio sicuro, che garantisce alta qualità dei servizi a costi concorrenziali. Brindisi ha la grande opportunità di crescere in ambito internazionale e di potenziare la sua struttura economica.

La ricorrenza del 29 pone all’attenzione della città il lavoro svolto all’interno della base e non solo. In che modo i brindisini possono contribuire al supporto del vostro lavoro?
I brindisini devono dimostrarsi dei “bravi padroni di casa”. L’Amministrazione comunale, provinciale, regionale devono garantire e consolidare i presupposti di cui sopra: servizi, collaborazione, flessibilità, sicurezza. I cittadini devono “coccolare” i nostri colleghi internazionali con il nostro fantastico senso dell’accoglienza e la massima onesta’ d’animo. A buon intenditor poche parole!