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Battaglie di trincea per salvare Torre Guaceto

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Gli uomini discutono, la natura agisce.
Scomodiamo Voltaire per spiegare in poche parole lo stato dell’arte sulla spinosa questione ambientale che dallo scorso settembre minaccia la Riserva naturale di Torre Guaceto.

La vicenda che in poco più di un mese ha mobilitato centinaia di persone raccolte nel Forum dei comitati per la difesa della riserva, dopo numerosi sit-in di protesta e manifestazioni, è approdata alla Regione Puglia, lo scorso 27 ottobre.

Al tavolo tecnico a cui hanno preso parte istituzioni regionali e rappresentanti dell’Acquedotto pugliese e del Consorzio di gestione di Torre Guaceto è dovuta la soluzione decisiva con “procedura d’urgenza”: per risolvere il problema dello sversamento di liquami nelle acque della zona A della Riserva, ci vorranno alcuni mesi, il tempo necessario per installare delle trincee drenanti, un sistema in grado di smaltire acqua nei terreni agricoli lungo il tracciato del depuratore.

Oggi, continuano le mobilitazioni e le iniziative per mantenere viva l’attenzione e spingere la Regione a rispettare i tempi. E, nel frattempo, Aqp proseguirà nella realizzazione della condotta sottomarina che porterà lo scarico dei liquami in alto mare, a chilometri di distanza dalla foce di Canale Reale (dove si sversa oggi).

Ma, intanto, la natura agisce e subisce. Continuare a gettare le acque reflue depurate nell’area marina protetta, oltre a essere un crimine che viola una legge dello Stato, va ben oltre le sanzioni europee da pagare o gli investimenti a sei cifre per soluzioni temporanee: significa compromettere, ora dopo ora, l’unico ambiente incontaminato del nostro territorio. L’Area marina protetta di Torre Guaceto è diventata un modello di sviluppo sostenibile basato in primis sulla tutela della natura e sulla sinergia tra uomo e ambiente. Ne sono un esempio le Comunità del cibo di Slow Food, il presidìo del pomodoro fiaschetto (il preferito da Carlo Cracco) o la cooperativa di pescatori Emma.

Dall’alto della torre, simbolicamente occupata dal Forum, si può avere un’idea della ricchezza di biodiversità della costa e del litorale. Dietro le dune, lentisco, timo, ginepro, gigli di mare e mirto. Sotto il livello del mare uno degli ambienti più spettacolari della riserva: praterie di posidonia oceanica e coralli, tartarughe, triglie, scorfani rossi, dentici, orate, saraghi, ombrine, muggini, pesce azzurro, polpi e seppie. Quanto tempo potranno ancora sopravvivere queste specie protette se invase dallo scarico di liquami? Gli esperti affermano che l’impatto ambientale sarà imponente con l’arrivo dei primi caldi che renderanno incontrollabile la diffusione di batteri e azoto.

Il conto alla rovescia sul futuro della riserva è già partito. Nei prossimi mesi potremo conoscere le conseguenze dirette delle azioni scellerate dell’uomo sulla natura, in primo luogo per la biodiversità, l’economia e il turismo. Senza dimenticare tutte le altre minacce che già persistono su Torre Guaceto, dall’erosione costiera, ai fitofarmaci in agricoltura, dagli scarichi in falda ai rifiuti.

 

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