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Belloluogo (brutta storia)

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Bellezze silenziose, sequestrate dal degrado. Masseria Belloluogo è una di queste: una risorsa artistica e architettonica lasciata alla mercè del tempo.

Belloluogo è una masseria situata a 7 chilometri da Mesagne e a 14 da Brindisi, a corte chiusa, con una torre rinascimentale con caditoia e una chiesa poco distante ricca – un tempo – di opere di altissimo pregio.
La masseria è appartenuta a diverse famiglie fin dal 1550, come la famiglia Monetta o la famiglia brindisina dei Ripa. Dal 1992 il Comune di Mesagne la acquisisce per donazione dell’Ente Regionale di Sviluppo agricolo della Puglia, per utilizzarla come centro di recupero e reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti. Nel ’96, dopo un’ opera di restauro conservativo, la masseria viene abbandonata a se stessa.

Questo è ciò che abbiamo oggi. E per il futuro? Titti Stoppa, impegnata in progetti di riqualificazione urbana per le giovani generazioni, lancia una proposta di progettazione partecipata che coinvolga Comune, associazioni e chiunque voglia dare suggerimenti sulla destinazione d’uso di un luogo ad altissimo potenziale turistico e sociale. L’annosa vicenda della masseria Belloluogo ci mette, infatti, di fronte all’urgenza di muovere intelligenze e attenzioni intorno a un’idea di paesaggio rispettosa del nostro straordinario patrimonio storico e architettonico. Occorre fare di ogni intervento un’occasione per valorizzare ciò che ci circonda oltre le scadenze dei mandati politici perché è imprescindibile riportare alla luce i beni e le risorse culturali di cui siamo custodi.

“Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore” affermava Peppino Impastato. Ecco perché cultura e bellezza sono i presupposti del nostro sviluppo, in esse si racchiude il meglio della nostra identità e la chiave per immaginare un altro futuro.

Scrivi qui la tua idea sul futuro possibile di Masseria Belloluogo.