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Bombe chimiche a confronto: Micorosa e Bussi in un incontro Nac

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Una discarica di rifiuti industriali a cielo aperto, mai autorizzata, ampia oltre 50 ettari e inserita all’interno dell’area protetta Saline Punta della Contessa, una bomba chimica: in una sola parola, Micorosa. Da grave inadempienza del Ministero dell’Ambiente a minaccia per la salute delle persone, Micorosa rappresenta una storia che non è un caso raro. La discarica brindisina ha una “sorella” in Abruzzo, a Bussi (Pe): stessa storia, stesso disastro ambientale, stesse ripercussioni sociali ed economiche. Per questo, le due discariche industriali vengono messe a confronto in un incontro pubblico organizzato dal movimento No al Carbone (Nac) di Brindisi insieme al Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acquaper mettere in evidenza la pericolosità dei due siti e creare un dibattito sulle possibili soluzioni. Una richiesta di aiuto vicendevole, per affrontare due situazioni analoghe con una discussione in piazza (nello spiazzo davanti al Nuovo Teatro Verdi), venerdì 27 giugno alle 18, alla presenza di Angelo Semerano (ingegnere ambientale), Augusto De Sanctis (Forum abruzzese movimenti per l’acqua), Maurizio Portaluri (medico oncologo), Rosangela Chirico (figlia di una vittima del Petrolchimico) insieme alla giornalista Tiziana Colluto che coordina l’incontro. Micorosa-Bussi-incontro-Nac_Ilovebrindisi   La discarica di rifiuti speciali Micorosa si trova all’interno della zona industriale di Brindisi, tra il petrolchimico e l’area protetta delle saline di Punta della Contessa. “Tra il 1962 e il 1980 la zona è stata utilizzata per lo smaltimento dei residui di lavorazione industriale del petrolchimico, con uno strato di materiale compreso tra i 2 e i 7 metri ed un volume di circa 1,5 milioni di metri cubi” spiegano gli organizzatori dell’incontro. Micorosa è stata interdetta al pubblico solo nel 2011. “Su incarico del Comune di Brindisi, nel 2010 è stata effettuata una caratterizzazione ambientale dell’area, in previsione di successivi interventi di messa in sicurezza e bonifica. –  continuano i Nac nel comunicato stampa – Le indagini hanno evidenziato la presenza di rifiuti costituito in prevalenza da idrossido di calcio ed è stato confermato un diffuso ed elevato inquinamento, sia del suolo che della falda sottostante, con la presenza di idrocarburi, cloro benzeni e metalli pesanti ed un’altissima concentrazione di elementi cancerogeni, tra cui i composti alifatici clorurati”. Un’indagine che ha raccolto dati e risultati riportati in un apposito documento inserito all’interno del progetto di messa in sicurezza e bonifica redatto nel gennaio 2014, e attualmente ancora in fase di valutazione. La discarica di Bussi è un sito nazionale di bonifiche posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria nel 2007. Ad oggi è ancora in corso un processo in Corte d’Assise contro 19 dirigenti dell’allora Montedison. In questo sito la Procura di Pescara ha recentemente aperto un procedimento anche nei confronti dei dirigenti dei proprietari attuali (Solvay) non responsabili dell’inquinamento perché per alcune aree avrebbero omesse le misure di prevenzione per impedire la fuoriuscita degli inquinanti attraverso la falda e per altre aree avrebbero attivato misure rivelatisi insufficienti per far rientrare i parametri nei limiti di legge.

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Non serve molto per capire che la situazione abruzzese, per la storia del petrolchimico e delle responsabilità ricostruite con perizia dal Tar di Lecce, presenta risvolti simili alla condizione brindisina. Una bomba chimica abbandonata da decenni, un caso ambientale eclatante sul quale si è acceso finalmente l’interesse mediatico. Hanno parlato di Micorosa articoli giornalistici e contributi scientifici. Proprio lo scorso 14 marzo 2014 è stata pubblicata una video inchiesta a cura di Emiliano Buffo e Tiziana Colluto, sulla testata on line Il Fatto Quotidiano. Anche Ida Santoro, fotografa e giornalista brindisina, ha realizzato di recente un reportage fotografico che svela il disastro ambientale vigente in zona. Video inchiesta e reportage verranno proiettati a conclusione dell’incontro di venerdì. E in mattinata, inoltre, relatori e giornalisti visiteranno l’Area di Micorosa. La settimana successiva, venerdì 4 luglio, sarà svolto un incontro analogo a quello brindisino a Bussi-Piano d’Orta (Pescara) con la presenza dei No al Carbone.

Per informazioni noalcarbonebrindisi@yahoo.it