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Un possible cambiamento

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Dai fumi di Cerano alla vicina minaccia di Tap, alla questione rifiuti, fino alla recentissima vergogna dei liquami nell’oasi naturale di Torre Guaceto: a sentir parlare delle emergenze ambientali del territorio brindisino sembra di ascoltare un bollettino di guerra. Per fortuna, la cittadinanza attiva è ancora capace di mobilitarsi, denunciare ma anche e soprattutto di seminare e nutrire un possibile cambiamento.

Parte dal basso, infatti, il Tavolo per l’educazione ambientale e le educazioni per la felicità e la decrescita, ambizioso progetto proposto dalla cooperativa Thalassia che ha lanciato una call rivolta a tutti i docenti e agli operatori referenti in materia di educazione ambientale nelle scuole della città e della provincia. E a quanto pare, la risposta è stata sorprendente: a partecipare volontariamente al primo incontro dello scorso 21 ottobre oltre trenta docenti, principalmente delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che si rincontreranno il prossimo 4 dicembre alle ore 17 presso l’Istituto comprensivo Bozzano, sempre a Brindisi. Obiettivo comune, costruire un incubatore formativo sulle tematiche ambientali per gli insegnanti della città, capace di generare buone pratiche di nutrimento e cura nei confronti dell’ecosistema naturalistico di casa nostra coinvolgendo i bambini.

Tra le priorità, la necessità di conoscere il patrimonio naturalistico di Brindisi e della sua periferia. In linea con il percorso “La silenziosa rivoluzione delle foglie” della stessa Thalassia, il mondo vegetale sarà esplorato grazie a una serie di incontri ed escursioni per conoscere i segreti, le caratteristiche e le possibilità nascoste della flora presente nei parchi urbani e peri-urbani.

“Il nostro sogno – spiega Luigi d’Elia, artista ed educatore ambientale – è di piantare a Brindisi, con tutte le emergenze che si ritrova, i semi di un cambiamento culturale così come accade ad Alice Project, scuola interculturale e interreligiosa in India che pone al centro del proprio programma la conoscenza di se stessi e l’amore nei confronti del mondo. Supportare gli insegnanti e il loro lavoro – continua d’Elia – è il nostro modo di contribuire a far diventare la scuola la culla dell’educazione ambientale”.

Il progetto di Alice Project, raccontato da Gloria Germani nel libro A Scuola di felicità e decrescita, trova la sua forza nella capacità di tradurre l’educazione alla consapevolezza, alla nonviolenza e la ricerca di una felicità slegata dai beni materiali e dal consumo, in pratiche concrete.

Una bella sfida per una città come Brindisi, chiamata a confrontarsi con tanti errori del passato e del presente, e che di pratiche e, soprattutto, di politiche concrete a tutela dell’ambiente ne ha bisogno come il pane.