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Una formula per far crescere nuova economia

Una formula per far crescere nuova economia - I Love Brindisi

Esiste una formula per far crescere nuova economia e le potenzialità culturali di un territorio, la tutela dell’ambiente e il benessere della società: è l’agricoltura sociale. Fino a oggi in Italia, questa formula si è rivelata vincente, dando slancio a uno dei settori economici più interessanti del momento e provando a mettere in connessione realtà virtuose senza dover imporre leaderismi e lasciando a ogni territorio la libertà di esprimere al meglio il proprio potenziale. In tutto il Paese, oggi, ci sono i numeri a dare l’esempio di come l’agricoltura sociale sia cresciuta: 400 cooperative, 4000 dipendenti e circa 200 milioni di fatturato (dati Confeuro) nel 2014.

Il punto di riferimento per la rete degli operatori italiani del settore è il Forum nazionale per l’agricoltura sociale, nato nel 2011. I partecipanti al Forum, dal Nord al Sud, possono contare su delle linee guida condivise, percorrendo uno stesso cammino verso la valorizzazione dell’agricoltura, la qualità, l’innovazione nel rispetto delle persone e dell’ambiente, la produzione di beni e servizi. Ma a fare la differenza è la creazione di reti informali di relazioni tra cittadini e operatori. A questi principi si aggiunge il supporto di una legge (in fase di approvazione) che tra i vari intenti ha quello di voler rispettare le diversità delle forme e modalità di espressione dell’agricoltura sociale a livello locale.

Anche Brindisi ha intrapreso questo percorso innovativo che mette in relazione persone, aziende e istituzioni con la società e il territorio, aderendo lo scorso gennaio, al neonato Forum regionale per l’agricoltura sociale. Ad oggi, sono circa 70 le realtà che partecipano alle attività, fra cooperative, aziende agricole, liberi professionisti, cittadini e operatori del terzo settore. Ma l’elenco delle adesioni a questo strumento comune di incontro, confronto ed elaborazione condivisa, è destinato a crescere. I componenti del Forum regionale sono rappresentati dai due portavoce Cecilia Posca e Fabrizio Guglielmi, e si ritrovano in una forma organizzativa leggera e pensata per promuovere proposte e iniziative degli operatori italiani nelle scelte future dell’agricoltura sociale in Europa.

Quattro le finalità operative che sono state messe in campo dai gruppi di lavoro: realizzare una legge regionale sull’agricoltura sociale; elaborare progettualità sull’utilizzo di terre demaniali e sequestrate alle mafie; creare una rete fra gruppi di acquisto, banche del tempo e orti urbani per la produzione e la distribuzione di beni che saranno valorizzati da un marchio etico nazionale; realizzazione di progetti sperimentali con fondi europei per il territorio regionale.

La formula dell’agricoltura sociale in territorio brindisino trova espressione in vari contesti come nell’esperienza dei quartieri periferici o del Trullo sociale che, in cinque ettari di terreno riesce a racchiudere esemplari esperienze dalle borse lavoro per persone svantaggiate al recupero delle colture e delle tradizioni, dalla masseria didattica alla fattoria sociale.

Il filone dell’agricoltura sociale riguarda anche un nuovo modo di vivere i centri urbani e può costruire i paradigmi per permettere uno stile di vita sano e sostenibile a tutti i cittadini, attraverso esperienze come gli orti urbani, la socialità di quartiere e la riqualificazione ambientale. Il risultato di queste azioni può avere risvolti non solo in ambito “verde” ma anche nel settore dell’urbanistica, dell’innovazione tecnologica e del turismo sociale.

Ancora una volta la formula, la risposta alle criticità economiche e sociali, si trova nell’iniziativa del singolo, nella volontà di percorrere insieme ad una rete di cittadini “alla pari” un percorso condiviso, basato sul rispetto del bene pubblico e sulla valorizzazione del patrimonio umano, sociale e ambientale che ci circonda.