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2030: Odissea nell’ospizio. Le associazioni stanno salvando il mondo della sanità a Brindisi?

20 novembre 2013

Tendenzialmente anziani e con un crescente bisogno di assistenza sanitaria, dentro e fuori le mura dell’ospedale. Lo sappiamo che il settore della salute fluttua tra alti e bassi, scarse economie, sprechi e prospettive future da incubo. Ma veramente rimarremo vecchi, soli e senza possibilità di essere curati? Dalle ultime postazioni nelle classifiche sulla sanità nell’Ue scrutiamo una strada alternativa, quella che va delineando il nuovo volto dell’assistenza sanitaria: l’associazionismo.

L’immagine demografica di Brindisi si presenta sempre più agée con il passare degli anni: da un lato si osserva la caduta a picco del numero di nascite; dall’altro il lievitare dell’età media della popolazione. In altri termini, qui siamo costretti a fare i conti non solo con i tagli economici ma anche con l’aumento della popolazione anziana quasi sempre più bisognosa di cure, ricoveri e assistenza. Dati che si commentano da soli. Nel 2011 su un totale di oltre 400 mila abitanti in tutta la provincia, quasi il 10% dei brindisini censiti aveva più di settant’anni. E con il passare del tempo il numero è destinato a crescere. Un caso emblematico quello della terza età, che rappresenta la fascia sociale su cui operano da molti anni le nuove frontiere del mondo associativo in ambito sanitario, attraverso incontri, corsi e attività sul campo.

Entrando nel mondo della cittadinanza attiva scopriamo che dove non arriva il potere dello stetoscopio arrivano i volontari. Entrano nelle case, nelle sale conferenze e nei reparti ospedalieri per supportare attivamente i bisogni degli ammalati, cercando di dare una risposta ai problemi legati alle inadempienze della sanità, interagendo con le famiglie, le istituzioni e i centri di ricerca. Non solo anziani, quindi, ma anche persone con patologie specifiche (a volte rarissime), bambini, parenti, gruppi di pazienti e medici.

Un volto della sanità locale che spesso passa inosservato, tranne in alcune occasioni. I banchetti nelle piazze, conferenze, campagne informative o il passaparola non sono sufficienti a restituire la visibilità necessaria per far conoscere i servizi di supporto offerti dalle oltre cento associazioni connesse al mondo della salute, nella nostra provincia. E anche nei reparti ospedalieri se ne sente parlare poco. Da qualche anno, anche l’Asl di Brindisi organizza dei tavoli di lavoro con un consultivo misto, per portare avanti azioni comuni secondo una metodologia efficace.

Il ruolo strategico delle associazioni nel mondo della sanità è ormai chiaro in tutto il mondo: portano con sé un valore aggiunto al sistema sanitario, permettono la circolazione orizzontale delle esperienze, sopperiscono alle mancanze del sistema sanitario e supportano ricerca e innovazione.