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Diversamente proFondi. Quali contributi per lo studio della salute a Brindisi

20 novembre 2013

Al di là dei facili proclami da titolo a sei colonne, la diffusione della coscienza ambientale resta ancora una chimera per le nostre classi politiche. Lo dimostra il fatto che mentre in dieci anni, il numero di malati di cancro sul territorio è più che raddoppiato (come dimostra la “conta” dei codici di esenzione 048, dunque per malattie tumorali, sui ticket sanitari), quasi nessuno dei Comuni della provincia ha messo mano al portafogli per contribuire al lavoro sul Registro tumori, il cui scopo è e resta quello di ottenere la certificazione dei dati. E probabilmente, come se non bastasse, nemmeno per quest’anno ci saranno i fondi necessari, ovvero 100mila euro, per l’indagine epidemiologica richiesta da oltre 10mila cittadini.

Tra le poste del bilancio di previsione 2013, a quanto risulta, mancherebbe infatti lo stanziamento per lo studio che, nello scopo dei promotori della raccolta di firme (10.220 sottoscrizioni ottenute), dovrebbe cercare di stabilire una relazione tra i preoccupanti dati sanitari della provincia e l’emergenza ambientale del territorio.

“I fondi li troveremo, anche a costo di rinunciare ad altro”, aveva detto il sindaco Mimmo Consales il 24 luglio dello scorso anno, dopo aver ricevuto dalle mani del consigliere comunale di Brindisi Bene Comune Riccardo Rossi i registri con le firme della petizione. Attualmente, però, nel documento contabile 2013 quello stanziamento non sarebbe presente. Ma c’è ancora tempo per cambiare le cose, visto che il bilancio di previsione deve ancora approdare in consiglio comunale.

Intanto, però, sull’altro fronte Brindisi è stata l’unica città a sostenere il Registro tumori della Asl, il cui lavoro di analisi dei dati procede a rilento per mancanza di fondi. Nei mesi scorsi, il presidente del consiglio comunale di Brindisi Luciano Loiacono, dopo una serie di incontri tecnici, ha coinvolto i colleghi dei venti Comuni del Brindisino. Ci sono stati otto vertici e tutti i partecipanti, in un modo o nell’altro, hanno dichiarato il loro sostegno all’iniziativa.

Alla fine, però, solo il capoluogo ha versato una somma, 25mila euro, poi girata alla Asl per l’assunzione di personale per lo studio dei dati. “Da alcuni Comuni – spiega mortificato il presidente del consiglio – sono arrivati impegni o atti di indirizzo. Da altri, nemmeno quello. Ma comunque, alla fine nessuno ha versato quei soldi“. E intanto, con i milioni delle bonifiche letteralmente spariti, la città aspetta quanto meno una direzione chiara sul futuro del polo energetico brindisino.

Risposta che potrebbe arrivare dal consiglio comunale monotematico sull’argomento fissato per l’11 novembre, ma slittato poi al prossimo 15 dicembre.