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La terapia cranio-sacrale

25 luglio 2011

Prende le mosse dalla tradizione osteopatica agli inizi del XX secolo, ad opera di William Garner Sutherland, il quale durante i suoi studi si rese conto di come le ossa del cranio, nelle loro reciproche articolazioni, fossero capaci di movimenti quasi impercettibili che si configuravano come una sorta di “respirazione” detta “Respirazione Primaria” o “Respiro della Vita”.
Studi successivi hanno collegato questo movimento respiratorio al processo di produzione/riassorbimento del liquido cefalorachidiano per mezzo dei plessi corioidei, cosa che genera una sorta di movimento circolatorio che, comunicandosi alle meningi, si trasmette poi alle ossa del cranio, alle vertebre, ai nervi spinali, alle fasce, agli organi e a tutti i muscoli. L’origine prima di questo movimento respiratorio primario viene oggi largamente trattata dall’Embriologia, i cui concetti assumono particolare rilievo nell’ambito della formazione in cranio sacrale biodinamico, un approccio che si affianca a quello biomeccanico, in quanto maggiormente legato alla dimensione fluida del corpo umano, e che sta avendo negli ultimi tempi una diffusione sempre più ampia.

Per comprendere come i micromovimenti delle ossa del cranio possano influenzare il benessere fisico e psichico dell’individuo è necessario conoscere il ruolo svolto da alcuni elementi che compongono il cranio, a partire dalla Dura madre. La Dura madre è una membrana densa, fibrosa e non elastica che, insieme all’Aracnoide e alla Pia madre, ricopre il cervello e provvede al nutrimento della sua parte esterna. Essa inoltre scende per la colonna vertebrale, giù fino a superare l’osso sacro e a rivestire il coccige, cioè l’ultima vertebra della colonna vertebrale. Durante tale percorso, quindi, circonda il midollo spinale e le radici nervose. Il movimento o anche “respirazione” cranio-sacrale è alla base di un meccanismo di circolazione, lungo la colonna vertebrale e quindi dal cranio all’osso sacro, del “liquor”, ovvero del fluido cerebro-spinale che scorre all’interno della dura madre. Il sistema cranio-sacrale è costituito dalla struttura ossea (ossa craniche, colonna vertebrale e osso sacro), dalle membrane meningee (cioè interne al cranio), dal fluido cerebro-spinale detto “liquor” e dalle strutture che regolano la produzione, il riassorbimento e il contenimento del liquido spinale. Il sistema è inoltre collegato, per mezzo delle varie strutture dell’organismo, al sistema nervoso, circolatorio e linfatico, l’apparato muscolo-scheletrico, al sistema endocrino e al sistema respiratorio. Ciò premesso, appare chiaro che intervenire sul movimento cranio-sacrale, ovvero sulla fluttuazione ritmica del fluido cerebro-spinale, vuol dire innestare un processo che coinvolge l’intero organismo, favorendo il benessere.

Per la natura stessa del suo ambito di applicazione e delle origini da cui deriva, nel corso dell’apprendimento della disciplina cranio sacrale viene dato ampio rilievo alla conoscenza anatomica del corpo umano: conoscere l’anatomia funzionale del sistema cranio sacrale propriamente detto e dei vari tessuti ad esso connessi è essenziale per poter agire in maniera efficace, ci permette di comprendere il modo in cui l’organismo che abbiamo di fronte può trovare il miglior compromesso possibile in un dato momento verso la salute e di valutare in cosa possiamo sostenerlo per coadiuvarlo a raggiungere un stato di maggiore benessere. Questa conoscenza intellettuale non è però il punto centrale della terapia cranio sacrale, ciò che caratterizza questa disciplina non è tanto il grado di nozioni dell’operatore, bensì il modo in cui egli si pone in ascolto della persona e del suo SCS: la presenza, il radicamento, l’apertura e il grado di accoglienza e sostegno alla salute che egli porta all’interno della relazione, poiché di relazione si tratta.
L’operatore non è un mero massaggiatore né tantomeno un “induttore” di qualche tipo, potremmo forse (un po’ prosaicamente) definirlo come uno “spettatore partecipante al miracolo della Vita e della Salute”.

Il massaggio cranio-sacrale è una tecnica di massaggio olistico che prevede un tocco molto leggero dell’operatore sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale, alla ricerca di un “contatto” con il ritmo cranio-sacrale che andrà assecondato e stimolato. Grazie ai vari collegamenti tra i sistemi che regolano il funzionamento dell’organismo, quindi, il massaggio è in grado di apportare benefici a tutti i livelli: da semplice trattamento anti-stress, esso può essere in grado di riequilibrare la postura, i muscoli, l’apparato gastroenterico e di migliorare la respirazione. Essa è dunque risultata idonea in molti casi nella cura della sciatalgia, dei mal di schiena, dei traumi da parto, colpi di frusta, emicranie, scoliosi, vertigini e problemi dell’articolazione mandibolare.
Dal punto di vista operativo, il terapista praticherà per una durata variabile tra i 40 e i 60 minuti delle leggere manipolazioni delle parti del sistema cranio-sacrale che rimangono normalmente contratte in caso di stress, stimolando la circolazione del liquor. Le pressioni non dovranno essere superiori a quella di una moneta del peso di 5 grammi o alla pressione sostenibile di un dito sul globo oculare. Nonostante la delicatezza con la quale viene praticato, il massaggio è in grado di agire profondamente sul sistema nervoso, influenzando sia il sistema ormonale che quello immunitario, favorendo quindi l’armonia degli stati psicologici ed emotivi, ovvero stimolando uno stato di benessere che, in base al concetto olistico dell’essere umano, favorisce l’armonia tra corpo, mente e spirito e quindi la guarigione dalle più diverse patologie oltre che la loro prevenzione. Per la sua natura non invasiva, il massaggio cranio-sacrale può essere praticato anche sui neonati, sulle persone anziane e sulle donne in gravidanza.