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Oltre i confini della sanità

20 novembre 2013

Un medico di base anche per gli immigrati regolarizzati. Lo chiede Salute Pubblica, sull’onda di quanto accade già in altre realtà: “Lo prevede una legge regionale del 2009 – spiega Maurizio Portaluri, primario del reparto di Radioterapia dell’Ospedale Perrino di Brindisi, uno dei medici dell’associazione– ma al momento l’Asl di Brindisi è impossibilitata a farlo perché attualmente non è consentito dal sistema informatico. Per questo, l’appello è quello di poter trovare una soluzione nel più breve tempo possibile”.

Un principio guida, quella della sanità garantita a tutti, anche per chi in città ci arriva da un altro paese, che ha ispirato Salute Pubblica anche per un servizio dedicato ai migranti per avvicinarli alle cure mediche: si tratta di un ambulatorio che apre ogni venerdì alle 19 in via Appia, a Brindisi.

“Uno sportello – spiega Maurizio Portaluri primario del reparto di Radioterapia dell’Ospedale Perrino di Brindisi, uno dei medici dell’associazione – che ha lo scopo di facilitare l’ingresso dei migranti nel servizio sanitario”. L’iniziativa è stata intrapresa collaborando con le altre realtà che si occupano di sanità: “Abbiamo rapporti continui con la Asl brindisina, con la quale cerchiamo di risolvere i problemi che si presentano”, prosegue Portaluri.

Ed almeno per ora, lo sportello sembra aver avuto un buon riscontro: “C’è un buon afflusso –aggiunge l’esponente di Salute Pubblica – anche in virtù dei migranti che fanno il passaparola tra loro. Arrivano più che altro per casi che non hanno saputo trovare risposta presso il proprio medico”.