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Il signor Manca e gli emigranti brindisini

6 novembre 2011

Da sempre mi era capitato di rifettere sul fatto che, per esempio a differenza dei nostri vicini baresi, i brindisini tradizionalmente non emigravano. In tanti anni trascorsi in Venezuela avevo conosciuto solo un brindisino, a Caracas, il signor Manca, di cui non ricordo il nome. Lo incontrai ben piu’ di una decina di anni fa e lo ricordo un bel po’ più grande di me. Mi raccontò che era stato un operaio della “Difesa” e, subito dopo la guerra, era emigrato in Venezuela. Lì era un imprenditore di successo, titolare di una fabbrica di elettrodomestici, cucine in particolare se ben ricordo. I baresi invece sono numerosissimi in Venezuela, esistono alcuni paesi nella provincia di Bari con una percentuale altissima di emigranti, centinaia e migliaia.

In anni recenti però qualcosa è cambiato: i brindisini stanno emigrando, ma non si tratta di una nuova fase di quella che fu la tradizionale emigrazione italiana degli inizi dello scorso secolo, nè di quella della seconda metà del 1900 successiva alla seconda guerra mondiale, costituite entrambe essenzialmente da manovali, operai, contadini e tecnici dell’industria della costruzione.

L’ emigrazione brindisina in questo terzo millennio è in effetti diventata comune. Ho avuto occasione di riscontrarlo spesso nei vari paesi dell’America latina ed è un’emigrazione giovane e non necessariamente definitiva, costituita in genere da imprenditori, commercianti e professionisti: “ristoratori, commercianti di mobili ed arredatori, artisti, operatori turistici, importatori e commercianti di specie alimentari d´avanguardia, nonché ingegneri e laureati in generale” sono esempi del tipico profilo dell’emigrante brindisino dei nostri giorni, anche se forse, piu’ che parlare di emigtranti si dovrebbe meglio dire “dei giovani brindisini che trovano la spinta, la necessità e l’iniziativa di allargare i propri orizzonti di vita”!