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Il tè delle cinque con Miss Tea Pot

Il tè delle cinque con Miss Tea Pot - I Love Brindisi

Il tè delle cinque non è più riconducibile alle anonime bustine consumate nei pomeriggi interminabili a casa della zia, ma è diventato oggi una vera tendenza nella social life cittadina. Le occasioni per incontrarsi diventano molto più confidenziali, più lunghe di un semplice “vediamoci per un caffè”, meno impegnative di un pranzo e decisamente più rilassate di un happy hour. Un nuovo trend pomeridiano che coinvolge giovani e meno giovani e che è occasione di incontro e di socializzazione, un modo per ascoltare tra un sorso e l’altro, storie, racconti e passi di letteratura ormai dimenticati.

Quando la riscoperta di certi rituali avviene in salotti privati, l’arte del sorseggiare assume un altro significato. Per mettere in scena un tea time d’ispirazione british occorrono dettagli da veri intenditori: un tocco vintage nell’arredamento, tè di nicchia non troppo snob che surclassano quelli più inflazionati, preferibilmente tè neri, e la voglia malcelata di trasgredire diete ipocaloriche.

A Brindisi vive Miss Tea Pot, un’esperta di tè pregiati, amante della convivialità non scontata, che apre le porte della sua casa in Via del Mare, ad un numero selezionato di persone che vogliono dimenticare per un po’ le inutili corse contro il tempo.

Da lei trovi tazze nostalgiche, frasi lette ad alta voce, spezie che non sapevi; poltroncine di velluto rosa e cuscini ricamati; papeveri rossi in vasi di cristallo; teiere colorate e tovaglie all’uncinetto; pasticcini mignon in alzatine di cristallo; cupcakes serviti con posateria d’argento; frutta e petites madeleines; tramezzini al cetriolo e al salmone affumicato; muffins con glassa fondente; scones (panini dolci burrosi) con marmellata di lampone e frutti di bosco. E della buona musica di sottofondo, che allieta la composizione accurata di sconosciuti.

Ogni incontro da Miss Tea Pot è occasione unica di socializzazione, uno spazio insolitamente familiare dove i pensieri ritrovano l’armonia, perché come scrive Okakura Kazuko nel suo libro sul tema “il tè non ha nulla dell’inebriante arroganza del vino e dell’individualismo del caffè o dell’affettata innocenza del cacao, ma un gusto sottile, particolarmente adatto ad essere idealizzato”.

Per non farsi trovare impreparati all’arrivo di queste nuove tendenze dal sapore mitteleuropeo, a noi aspiranti tealovers non resta che imparare a distinguere, senza alcuna esitazione, un Dammann Frères da un tè russo Kusmi. E poi, seguire il profumo speziato dei tè di Miss Tea Pot, sperando così di riuscire a scovare il suo salotto con vista sul mare.