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L’estinzione delle pettole

Ne era già consapevole più di qualcuno ma quest’anno abbiamo avuto la conferma: restare fedeli alla tradizione enogastronomica diventa sempre più difficile. Pensiamo alla cucina popolare e alla preparazione di piatti tipici come pettole, purciduzzi e fichi mandorlati. Tramandare la buona cucina della nonna rischia di essere ogni anno più faticoso, costoso e oggettivamente complicato.

Partiamo dall’olio e dall’uso a profusione che se ne fa durante le festività natalizie per preparare ogni tipo di pietanza, dall’antipasto al dolce. Facciamoci raccontare da un agricoltore come sono stati colpiti i suoi uliveti dalla famigerata “mosca” e in che misura, quest’anno, non sia stato buono il raccolto: basso nelle quantità e acido nella qualità. Il risultato è che l’eccellente olio extravergine nostrano è poco ed è più costoso del solito. Allora, con che tipo di olio friggeremo le nostre deliziose pettole? Con quello extravergine avanzato dell’anno scorso oppure con uno di palma? Con oliva leccina o marocchina? A noi la scelta, confidando fiduciosi nelle buone vecchie abitudini delle nostre massaie.

Anche condire i purciduzzi con miele a chilometro zero non è più cosa scontata. La moria di api che si sta registrando in molte parti del mondo è causata dal parassita Varroa Destructus che ha trovato un clima fertile anche nelle nostre latitudini, dimezzando la popolazione di api e quindi la produzione di miele. Per il dolce nettare i prezzi salgono e la possibilità di avere ingredienti di qualità, al giusto prezzo, scende.

Un altro prodotto tipico delle festività, di cui quest’anno si sentirà la mancanza sotto l’albero, è il fico mandorlato. Il gusto dolce, popolare e al tempo stesso raffinato del frutto buono tutto l’anno, rischia di diventare un dono raro. Le abbondanti piogge estive infatti hanno ostacolato la giusta maturazione dei fichi rendendoli “annacquati” e difficili da essiccare. Rispetto agli scorsi raccolti la resa generale resta scarsa, pur avendo avuto la pazienza di lasciare i cannizzi carichi di fichi spaccati al sole di fine agosto.

Chi non crede che qualcosa in cielo stia cambiando, guardasse nel piatto delle festività per ricredersi. Il 2014 è stato un anno particolare dal punto di vista climatico; un inverno mite ha portato a una primavera piuttosto fresca; l’estate è stata particolarmente piovosa e l’autunno è stato tutto sommato mite.

Difficile crederci ma se queste condizioni “estreme” si dovessero ripetere anche in futuro e con maggiore frequenza, insieme alle api e alle colture, rischieremmo anche l’estinzione di pettole, purciduzzi e fichi mandorlati.

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