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Edgardo Simone, un libro racconta l’artista

12 luglio 2011

Ristabilire un contatto con la propria cultura e con la propria storia artistica, uscendo da un alone di provincialismo che contraddistingue questa città, questo è il messaggio che sottilmente passa leggendo l’imponente volume scritto da Massimo Guastella, professore di storia dell’arte Contemporanea dell’Università del Salento dal titolo Edgardo Simone Scultore (1890 – 1948), edito da Mario Congedo.

La presentazione del libro avvenuta venerdì 8 luglio nel chiostro dell’archivio di stato di Brindisi, organizzata dall’Archivio di Stato di Brindisi, dall’associazione Italia Nostra e dall’Università del Salento, in collaborazione con il “Centro Studi Edgardo Simone”, ha visto la partecipazione di Francesca Casamassima, direttrice dell’archivio di Stato di Brindisi, dell’editore Mario Congedo, Regina Poso presidi di facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, Domenico Saponaro presidente della sezione Italia Nostra, e Lucio Galante, direttore del Dipartimento delle Belle Arti e della Storia dell’Ateneo salentino, gli interventi sono stati intervallati da un reading dell’attore Gino Cesaria.

Grazie ad una complessa ricerca del materiale di non facile reperimento a causa della travagliata storia dello scultore, Massimo Guastella è riuscito a ricostruire la vita del Simone sia dal punto di vista biografico che artistico, inspiegabilmente caduto nell’oblio nella sua città natale, ma molto conosciuto oltreoceano. Difatti l’artista nel 1927 lascia Brindisi, parte prima alla volta dell’Italia centro-meridionale, per poi sbarcare definitivamente in America dove raggiunge l’apice del successo grazie a commissioni di opere da parte di importanti personaggi della politica, dell’economia e dello spettacolo (attualmente è esposto un suo ritratto di Marlene Dietrich in un museo berlinese dedicato all’attrice).

Sfogliando le pagine del volume, che rappresenta un primo vero studio organico, si possono ammirare i lavori del Simone, dalle opere monumentali dedicate ai caduti della Grande Guerra, come quello brindisino che campeggia in Piazza santa Teresa, ai delicati bronzetti di genere e gustosi ritratti.

Proprio in occasione della presentazione è stata allestita una mostra dove, oltre documenti inediti sull’artista, come foto, articoli di giornale e lettere autografe, è stato esposto un gruppo di otto bronzetti appartenenti ad una collezione privata. Dei bronzi, quasi tutti risalenti al secondo e terzo decennio dell’attività dell’artista, particolare interesse hanno destato “Testa di Bimbo” quasi certamente dedicata ad un nascituro della famiglia Simone, e il rozzo e squilibrato “Tango” di ispirazione dannunziana proposto in copertina.