close

Il destino dei Laboratori urbani

il-destino-dei-laboratori-urbani-di-lara-esposito-ilovebrindisi-01

Oltre 150 immobili recuperati in tutto il territorio regionale, più di 100mila metri quadri ristrutturati, 169 Comuni coinvolti, investimenti fino a 54mila euro e un duplice riconoscimento a livello europeo. Sono questi i numeri dei Laboratori Urbani, uno dei progetti del piano regionale “Bollenti Spiriti” espressione dell’assessorato alle Politiche giovanili degli ultimi due governi.

Vecchi edifici per giovani idee è stato il tema al centro dell’investimento sulla creatività pugliese con un progetto riconosciuto a livello internazionale in quanto best practice, una formula nuova di fare rigenerazione urbana investendo in creatività e cultura. Obiettivo? Realizzare insieme alle associazioni e alle imprese del territorio spazi per l’arte e lo spettacolo, luoghi di uso sociale e sperimentazione delle nuove tecnologie, servizi per il lavoro, la formazione e l’imprenditorialità femminile, spazi espositivi, di socializzazione e di ospitalità.

ex-fadda - I Love brindisi
Uno spazio dell’Ex Fadda, il Laboratorio urbano di San Vito dei Normanni

Anche la provincia di Brindisi accoglie diversi centri, da Fasano a San Pietro Vernotico, da Mesagne a Francavilla Fontana, a San Vito dei Normanni fino a Cisternino, Carovigno e San Donaci. E dopo quasi 10 anni dai primi investimenti in questo senso, i tempi per tirare le somme iniziano ad essere maturi, soprattutto perché tra le difficoltà comuni ai diversi LU del brindisino c’è una visione nebulosa del futuro. Per molte delle esperienze regionali, infatti, il progetto è in scadenza entro quest’anno e la palla passerà ai proprietari degli edifici, i Comuni, che gestiranno la gara d’appalto per l’affidamento dello stabile.

salento fun park - I Love Brindisi
Lo skate park del Salento fun park, il Laboratorio urbano di Mesagne

Si tratta di luoghi spesso abbandonati e riportati a nuova vita grazie a interventi di ristrutturazione che verranno riaffidati con procedura nuova. Un percorso che, a detta degli operatori, rischia di invalidare il lavoro svolto in questi anni, soprattutto in termini di know how acquisito. E anche il recente investimento regionale di “Mettici le mani” che mira all’allargamento della gestione dei Laboratori per dare linfa vitale alle loro attività è stato segnato in molti casi dalle scadenze incombenti. Come accogliere progetti di altre realtà senza conoscere il destino a breve termine della struttura? A questo si aggiunge una difficoltà diffusa di dialogo e riconoscimento da parte di alcune amministrazioni comunali di un progetto che nasce in seno agli uffici regionali. E a pagarne maggiormente le conseguenze sono soprattutto le esperienze periferiche costrette ad affrontare i tanti gap burocratici, tamponando ritardi e difficoltà economiche con risorse interne.

Officine-del-sapere - I Love Brindisi
Un laboratorio per bambini nell’Officina del sapere, il Laboratorio urbano di San Pietro Vernotico

Sì perché la tanto decantata autonomia economica dei Laboratori in molti casi è rimasta solo un miraggio. A detta degli operatori, tra gli elementi determinanti c’è proprio la natura dei Laboratori Urbani: luoghi ibridi in cui si auspicava l’avvio di attività economiche rimaste solo sulla carta, spesso bloccate nel collo di bottiglia delle amministrazioni locali, dall’autorizzazione alla somministrazione delle bevande alla possibilità di realizzare eventi a pagamento. La stessa erogazione dei fondi regionali per qualcuno è diventato un problema insormontabile: a sbloccarli, infatti, sono ancora una volta i Comuni che in qualche occasione hanno lasciato stanziare soldi pubblici per cavilli burocratici o lentezze amministrative.

A fronte delle numerose difficoltà sollevate, i Laboratori Urbani sono riusciti col tempo a diventare luoghi di innovazione e inclusione, offrendo alla comunità opportunità, servizi, spazi e attività culturali e sociali alla portata di tutti. Un motore attivo di risorse umane e creatività da valorizzare sul cui destino sarebbe utile interrogarsi alla ricerca di soluzioni condivise, mettendo al centro il bene della comunità.