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Voltare pagina: la nuova editoria con i Laboratori dal basso

Fast media contro slow media, periodici di carta contro e-publishing, giornalismo old school contro giornalismo 3.0: come fare a voltare pagina? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore Roberto Zarriello e Massimo Nava, nel corso del Laboratorio dal Basso “Voltare pagina” che si è tenuto all’Ex Fadda lo scorso 30 e 31 maggio. Perché in tempi in cui si dice “la stampa tradizionale è solo uno zombie” vogliamo conoscere le strade da percorrere per rinnovare l’editoria.

Voltare pagina - locandina
Voltare pagina – locandina

Quando parliamo di informazione, ci riferiamo ad un’azione che caratterizza la nostra quotidianità, a partire dal rito mattutino del caffè – cornetto – quotidiano. Una di quelle abitudini mattiniere che sembrano dover durare per sempre ma che invece vedremo cambiare insieme al mondo dell’informazione. La nostra riflessione parte proprio da qui: quante volte capita di leggere le notizie sui giornali scoprendo di averle già cliccate il giorno prima su qualche sito di informazione o sui social? Sempre più spesso. Per questo, infatti, da diversi anni gli osservatori internazionali e i lettori più attenti parlano di testate giornalistiche zombie, slow media contro fast media. Insomma, l’editoria per come la conosciamo resiste solo grazie ai lettori affezionati alla stampa. E da questa considerazione non serve molto per arrivare alla domanda di rito: ma il mercato dell’editoria è morto? Le tendenze dei paesi più ricchi dicono fermamente il contrario anche se il digitale sta cambiando profondamente il modo di fare editoria, a partire dal coinvolgimento attivo del lettore, dalla scelta dei supporti e dai linguaggi utilizzati.

Mentre ci distraggono i giornali zombie, l’informazione diventa più accessibile, i lettori più numerosi e le notizie personalizzate, anche grazie all’utilizzo dei social media. Nell’ultimo rapporto internazionale State of the New Media 2014 inoltre si tratteggia un quadro promettente: negli ultimi sei anni sono stati assunti nelle redazioni web circa cinquemila giornalisti e creatori di contenuti editoriali. Se la carta stampata diventa di nicchia accontentando le richieste di una fetta sempre più elitaria di lettori (con contenuti specializzati, layout accattivanti e produzioni che sfiorano l’artigianato e il design di nicchia), i tablet, gli smartphone e i pc diventano i suoi figliocci pop.

E a Brindisi, per quanto tempo durerà ancora il rito del giornale al bar? Nostalgia a parte, siamo ancora lontani dall’ottimismo sfrenato degli altri paesi. Dopo un periodo di fiorente produzione la crisi dell’editoria tradizionale e le contingenze economiche hanno spinto molte testate locali verso il web in una migrazione quasi forzata ma ricca di opportunità.

Per questo il 30 e 31 maggio, I Love Brindisi insieme a 20centesimi, Locopress ed Ex Fadda, ha deciso di cogliere al volo l’opportunità proposta dall’Arti Puglia di organizzare un Laboratorio dal basso dal titolo: Voltare pagina. Le strade dell’innovazione nell’editoria di periodici. Insieme a Massimo Nava (art director ed esperto in comunicazione cross publishing) e Roberto Zarriello (giornalista e docente universitario di editoria cross mediale) abbiamo avuto modo di conoscere alcune delle prospettive economiche e sociali della nuova editoria, gli orizzonti d’impresa ancora inesplorati, l’importanza dei contenuti di qualità e gli spunti pratici per creare un modello di business capace di cogliere le opportunità dei nostri mercati.

Perchè non vogliamo perdere le vecchie buone abitudini ma sicuramente, in veste di editori, vogliamo imparare ad averne e trasmetterne delle buone nuove.

Voltare pagina - Incontro con Massimo Nava
Voltare pagina – Incontro con Massimo Nava