close

Storie di mare: È tempo di manutenzioni

Storie di mare: È tempo di manutenzioni - I Love Brindisi

È tempo di manutenzioni per diportisti, pescatori, velisti. Le giornate si allungano e lasciano più ore di luce per le manutenzioni che, si sa, sulle barche non hanno mai fine. Mai proverbi furono più azzeccati: “Vuoi far del male a un tuo amico? Regalagli una barca” oppure “Quando hai una barca sono due i momenti felici: il giorno che la acquisti e quando la vendi”. Ma chi ama andar per mare di una barca non può fare a meno. A vela o a motore, purché galleggi. Ed ecco che in primavera si apre la stagione della caccia alla barca, si scatenano compravendite dell’usato.

Noi conosciamo le ciclofficine ma presto – visto che sempre meno appassionati potranno permettersi la costosa manodopera di un cantiere per manutenere la propria barca – sentiremo parlare di “nautiofficine” all’insegna dei virtuosi baratti e scambi di manodopera. Anche il nostro amato Adriatico ha forte bisogno manutenzioni: per fortuna è perfettamente autonomo in questo, sa farsele da solo, a patto che noi uomini non interveniamo maldestramente con le nostre “grandi opere”.

Il nostro è un mare famoso per essere vivo, ricco e pescoso. Le catture importanti (grossi dentici, cernie, tonni o ricciole) sono da sempre avvenute ed ora con gli smartphone anche puntualmente documentate. E a Brindisi sono tanti anche i pescatori. Chi a pescare vi trascorre il pensionamento, chi arrotonda lo stipendio, chi lo stipendio non ce l’ha più: tutti ma proprio tutti andando per mare sperano in un poco di sostentamento. A pesca si può andare in mille modi, con la lenza o con la canna, con esca viva o artificiale, con la muta o i gambali purché la giornata sia fruttuosa.

L’Adriatico è una risorsa se tutelato e difeso; è in grado di sfamare intere collettività ed è per questo che dal mare si deve pescare il giusto. I più anziani lamentano e ricordano altri tempi, quando il nostro era un tratto di costa ancor più pescoso di oggi. Per fortuna il mare non è un giacimento petrolifero destinato ad esaurirsi, spesso le sue risorse ittiche diventano scarse, si spopolano i suoi fondali: per la pesca scriteriata, per gli interventi dell’uomo, come le trivellazioni offshore, che modificano la geologia dei suoi fondali, alterando irreversibilmente il naturale flusso delle correnti marine. Nel mare, molto più che sulla terra ferma, vivono migliaia di esseri viventi quasi tutti commestibili.

Forme di vita che, se tutelate da politiche sostenibili come i fermi biologici, sono in grado di ripopolarsi, e lo fanno da sole senza nessun aiuto di altri esseri. Sono gli umani che ogni tanto dovrebbero fermarsi, riflettere, documentarsi, sui cicli di ripopolamento che la natura non tarda ad attuare; integrandosi in maniera sostenibile in un ecosistema, l’unico in grado forse, di garantirci un futuro.

Foto: Emanuele Corvetto