close

Chili di giga e bulimia musicale

Chili di giga e bulimia musicale - I Love Brindisi

“Prendo tre giga e mezzo di Blur e la discografia completa di Dylan… e per domani mi prepari due giga abbondanti di italiani misti” (Un cliente al banco musica di un magazzino all’ingrosso).

Si sa: la facilità con cui si può avere molto, troppo, quindi il superfluo, è uno dei grossi guai provocati dallo scriteriato consumismo d’Occidente. Usufruire delle migliaia di prodotti esposti sugli scaffali dell’ipermercato e nelle infinite vetrine virtuali dei negozi on-line, può essere utile e anche divertente, ma ho la sensazione che porti con sé delle serie controindicazioni. Riempire il frigorifero, il lettore mp3, lo stomaco e la testa di roba di cui ignoriamo la storia e l’essenza, potrà anche essere confortante, ma non mi pare che migliori la nostra salute o la nostra percezione delle cose. Il fatto negativo è che non concediamo più il giusto tempo e la giusta attenzione al particolare, così da poterne assaporare e pienamente apprezzare la sostanza. Con internet e la digitalizzazione globale, poi, tutto si compra in un breve giro di clic dal mouse del computer. E tutto viene in fretta digerito, superato, svalutato, rigettato, o peggio, abbandonato nei cimiteri dell’indifferenziata, luoghi desolati e malsani ove giacciono le innumerevoli vittime della temuta “bulimia del consumatore”.

In tema di indigestione, l’ambito musicale rappresenta la criticità più alta, in quanto per riempirsi di musica non bisogna nemmeno spendere denaro. Tutto si può scaricare gratuitamente e velocemente – oltre che illegalmente – gettando le reti a strascico nel mare di siti web che le case discografiche da anni tentano di arginare.

Al principio di questa nuova era, non posso negare la soddisfazione provata nello scaricare album che non ero mai riuscito a rintracciare su Cd o Lp. Ma, pian piano, ho iniziato ad accumulare indiscriminatamente anche musica di cui non avevo mai avvertito un reale bisogno… tanto era gratis! Così che mi sono reso conto di avere progressivamente mutato il mio consueto modo di ascoltare musica: ero diventato meno attento, non avevo tempo per dedicarmi all’ascolto di un album più di una volta, ne avevo accumulati troppi. Aumentavo di peso ma non di spessore. Mi sentivo come uno dei protagonisti de “La grande abbuffata” di Ferreri, il commensale che esplode dopo aver ingurgitato l’ennesima portata.

Ora, dopo essermi disintossicato, l’ascolto della musica è tornato ad essere una cerimonia di intima e gioiosa conoscenza, un’esperienza unica, un’amicizia preziosa che non finisce mai di stupirmi. “Cominciare dall’uno e arrivare al dieci. Saper tornare dal dieci all’uno che è l’origine.” (Sen-No-Rikyu, 1522-91: il più venerato tra tutti i Maestri del tè).