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Da “Gattomatto” a “Phineas Gage”: Roberto Angelini si racconta prima delle tappe a Brindisi e Lecce

12 febbraio 2014

In molti ricorderanno Roberto Angelini nella versione “Gattomatto”, il singolo grazie al quale il giovane cantautore romano raccolse grande visibilità mediatica. Da quel successo commerciale sono trascorsi più di dieci anni. Angelini non ha impiegato molto tempo a capire che il percorso artistico che desiderava per sé era molto lontano dalla musica mainstream. Per questo motivo ha preferito continuare la strada intrapresa agli esordi con “Il sig. Domani”, disco contenente il brano omonimo che gli valse il Premio della Critica al Festival di Sanremo nel 2001.

La sensibilità artistica, la curiosità, la bravura con gli strumenti musicali, la ricercatezza nei suoni e le numerose e prestigiose collaborazioni ne fanno oggi una figura importante della musica italiana come autore, compositore, produttore artistico dell’etichetta Fiori Rari e musicista resident nella trasmissione “Gazebo” in onda su Rai3.

Venerdì 14 e sabato 15 febbraio Roberto Angelini si esibirà rispettivamente presso il contenitore culturale Dopolavoro di Brindisi e presso le Officine Cantelmo di Lecce. Un doppio appuntamento live in cui il cantautore presenterà i brani del disco “Phineas Gage” nella formula “one man band” con chitarre, loop station e weissenborn.

Roberto Angelini, dietro “Phineas Gage” c’è il riferimento ad un uomo e ad una storia particolare…
“Il titolo dell’album è il nome di un operaio statunitense che a metà del 1800 ebbe un incidente sul lavoro. Scampato miracolosamente alla morte, da quel momento perse i freni inibitori, la capacità di valutare il rischio. Prendendo metaforicamente spunto da questa vicenda, ho voluto fare un lavoro in studio senza dar conto a nessuno, mantenendo le distanze da qualsiasi logica di mercato, raccogliendo brani strumentali e cantati, sonorità acustiche ed elettronica. Rispetto al precedente disco “La vista concessa”, per il quale ho impiegato sei anni di lavoro, mi sono imposto delle regole. Ho registrato tutto in un mese, cogliendo il bello dell’improvvisazione e di collaborazioni estemporanee”.

Cantautore, musicista, autore. Come si fa a mantenere le redini di tante attività?
“Mi risulta facile, è l’unico sistema che ho a disposizione per non annoiarmi. Tutto è collegato, tutto è in gioco. Un giorno scrivi un brano, il giorno dopo pensi di affidarlo ad un altro interprete. Come si dice: “da cosa nasce cosa”. Inoltre, muovermi in varie direzioni mi consente di non dover vivere facendo esclusivamente dischi. Questo è un bene per me, perché ho la possibilità di entrare in studio solo quando sento di avere qualcosa da dire”.

Cosa ricordi del periodo “Gattomatto”?
“È stato un progetto divertente, ma mi sono reso conto subito che non corrispondeva assolutamente a quello che volevo fare. Tutto era puntato sull’immagine, la musica finiva in secondo piano. Personalmente, allora come oggi, mi interessava solo suonare”.

Cosa vorresti fare nel 2014?
“Dopo un anno pieno di impegni vorrei viaggiare in tranquillità, spostarmi dall’Italia per conoscere ancora e ascoltare altra musica”.