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Il brindisino del club dei 27

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Il brindisino del club dei 27, ovvero un breve racconto su Gianni D’Errico, uno dei musicisti brindisini che, negli anni ’70, ha contribuito alla crescita del panorama della musica leggera e progressive-pop italiana.

Se Gianni D’Errico fosse qui, ci direbbe di aver già vissuto molte vite e di credere nella metempsicosi. Ricorderebbe una delle esistenze più intense del suo cammino, quella che lo vide nascere a Brindisi nel 1948 e in seguito divenire protagonista della scena musicale italiana anni ’70. Ci parlerebbe di un viaggio appassionante, spinto dal grande e precocissimo amore per la musica. A molti subito parve essere baciato da un talento unico per la composizione e il canto, mentre rapidamente cresceva come autore di canzoni fra la musica leggera e il progressive-pop.

Se fosse qui, Gianni ci racconterebbe che al suo esordio ebbe ad attraversare le forche caudine della censura di un’Italietta canora non ancora rivoluzionata dal geniale duo Battisti-Mogol. Molti 45 giri, alcuni brani apprezzati e interpretati da nomi importanti come Patty Pravo ed Equipe 84, e poi finalmente nel 1974 l’approdo ad un album tutto suo: il magnifico Lp “Antico teatro da camera”, che proprio qualche mese fa magicamente si materializzava attraverso un pertugio spazio-temporale davanti ai miei occhi. Al proposito, vorrei dire a chi lo ha incautamente abbandonato in un mercatino dell’usato della nostra città: oltre ad essere un magnifico album che può a ragione essere accostato alle opere discografiche più ispirate di quegli anni – e parlo di Battisti, Orme, Claudio Rocchi, Balletto di Bronzo, e altri ancora – il vinile originale da cui si è separato è uno dei dischi più rari e quotati di tutta la scena “progressive” italiana. L’album conteneva canzoni talmente belle che Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, da sempre ammiratore del fuoriclasse brindisino, decise di produrlo personalmente.

Gianni D’Errico interruppe questo viaggio straordinario a causa di un incidente stradale nel 1975, qualche settimana prima che il suo Lp fosse pubblicato. Sorridendo, oggi ci farebbe notare che dovrebbe di diritto far parte del “club dei 27” (come viene denominata la folta cerchia di musicisti talentuosi scomparsi a 27 anni). Quest’anno ricorreranno i 40 anni da quel giorno sfortunato e, aldilà del fatto che Gianni è certamente ancora tra noi, o magari rigenerato nell’incorporeità di un mistico angelo cantore, ci sembra sempre più importante ricordarlo e ricontattare le delicatissime melodie di “Antico teatro da camera”. Melodie di rara luce che il tempo non ha minimamente scalfito, impreziosite e rese ancor più intense da una voce – per l’appunto – angelica. Melodie di una bellezza irrinunciabile. Dolce panacea per chi fatica a intravedere bellezza intorno a sé. Segno inequivocabile per chi sembra poter avvertire la presenza di luce in ogni singolo istante.