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Storie di mare. Sognando a occhi aperti

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È una tiepida alba di metà ottobre e, uscendo in barca per una battuta di pesca, attraversiamo, l’ingresso del porto di Brindisi, il canale Pigonati. Noto con sorpresa che i lavori di consolidamento della banchina del Deposito catene della Marina militare procedono senza sosta. L’aria è ferma e il sole ancora non si vede, sta per sorgere. La luce apre scorci naturalistici dal mare alla terraferma. Navigando per il canale si scorge un’ampia area verde compresa tra il Monumento al Marinaio e il deposito logistico dell’Onu.

Sarà la calma che trasmette il porto di Brindisi a quest’ora o l’inizio di una nuova giornata che lasciano pensare ad una nuova alba per la città: non è la prima volta che si sente parlare di smilitarizzazione. È un progetto ambizioso quello di creare una grande area di verde pubblico che confina col mare? Basta alzare lo sguardo dalla superficie dell’acqua per notare che sulla falesia si vedono il parco giochi e il pattinodromo del quartiere Casale. Un’area di mille metri quadri dedicata agli sport da tavola e uno skatepark sono i primi progetti in programma.

Per ora, intorno ci sono alberi decennali e graffiti: affianco all’asfalto sconnesso il verde dove si potrebbe creare un orto sociale per gli amanti della natura. Le aree asfaltate che lo circondano ospiterebbero una ciclofficina che potrebbe ospitare gli amanti delle bici per scambiare l’usato e creare nuove due ruote “special”.

Non so se dopo una levataccia sia scontato sognare ad occhi aperti, ma la nuova alba, quella di una città più vivibile, in parte la immaginiamo così. E ora che navighiamo da circa venti minuti, sono le isole Pedagne a svelarla, le vediamo contro luce, all’aurora, in tutto il loro splendore, e anche la candela del petrolchimico sulla punta di torre Cavallo oggi, con questa luce sembra fare meno paura.