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L’altro lato della bancarella

3 settembre 2011

Ambulanti accampati sui corsi principali della città. San Teodoro, a Brindisi, è anche questo.
Per tre giorni, passeggiando da piazza Cairoli fino a piazzale Lenio Flacco, è inevitabile imbattersi oltre che nei tipici prodotti alimentari, anche in qualsiasi tipo di paccottiglia. Seduti dietro a quelle bancarelle nel tentativo di guadagnare “la giornata” ci sono quasi sempre venditori stranieri che allestiscono la loro mercanzia sui marciapiedi a ridosso degli esercizi commerciali: coprendo così le vetrine e lasciando uno spazio ridotto per il passaggio dei pedoni.

Quando la giornata festiva giunge al termine e tutti ritornano a casa, si può assistere all’allestimento di veri e propri accampamenti nei quali gli ambulanti trascorreranno la notte. Il tutto, per far da guardia alla mercanzia ma anche per l’effettiva mancanza di una sistemazione alternativa. Inoltre, nonostante la presenza dei bagni chimici, situazioni di sporcizia e soprattutto scarso igiene finiscono per essere la norma.

I commercianti del centro assistono a questa invasione dei corsi senza poter fare altro se non sperare che “San Ghiatoru” passi al più presto, lasciandoli tornare alla normalità. Lo stato d’animo che li accomuna non è di intolleranza nei confronti degli ambulanti – che svolgono solo il loro lavoro – ma di rabbia verso coloro che dovrebbe studiare per tempo disposizioni alternative per i venditori o, perlomeno, ridurre il numero delle bancarelle sui corsi.

Oltre alla rabbia però, c’è anche tanta rassegnazione: è proprio questa infatti, a spingere ormai da un paio d’anni i commercianti ad optare, onde evitare problemi, per la chiusura dei loro negozi durante la festa.

Ph. Arianna D’Accico