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Fave alla marocchina e tajine alla brindisina

9 febbraio 2012

È proprio dallo stomaco che partono gli incontri tra culture e gli esempi più celebri di integrazione. Questo vale anche per Brindisi. Se potessimo fare un fermo immagine delle nostre tavole all’ora dei pasti si inquadrerebbe un meltin pot di sapori. Anche se sono in pochi a poter godere di questa “vista dall’alto” perchè, ad oggi, nonostante i tanti stranieri, mancano ancora negozi di cibi multietnici, occasioni pubbliche di scambio, confronto e condivisione di tradizioni e riti. Insomma, coscienza popolare. Eppure ci sono casi da raccontare.

“Si può fare un tajine di carne in perfetto stile marocchino anche a Brindisi. Basta recarsi al mercato, trovi tutti gli ingredienti per riprodurre tale e quale il sapore originale: carne, cipolle, olio, cannella, sale, pepe, prugne, mandorle e noce moscata”. A dirlo è Malika El Mabrouk El Alaoui, presidente dall’Aidaa (Associazione indipendente donne audaci) e riferimento, in città, per molte donne emigrate. Il cibo è il punto di partenza del progetto multiculturale dell’associazione: dai sapori dei paesi d’origine si arriva al gusto “locale”.

“Facciamo entrare la cucina brindisina nelle case degli stranieri – racconta Malika – e non è difficile farla apprezzare, proprio per la sua radice mediterranea che la accomuna a molte tradizioni oltreconfine”. Il risultato è uno straordinario scambio culturale che prende vita in un autentico banchetto multietnico sempre presente negli eventi cittadini dedicati all’integrazione. Se l’appetito vien mangiando, siamo sulla strada giusta.