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Il sorriso che ti cambia la vita

1 dicembre 2011

Più comunemente nota come labbro leporino, la labiopalatoschisi copisce in Italia 1 neonato su 800,
con una media annuale di 30-40 bambini pugliesi. Si tratta, però, di una malformazione che, contando
anche su diagnosi prenatale e strutture specializzate, presenta, oggi, soluzioni molteplici e tempestive, come spiega il Dr. Alessandro Giacomina, chirurgo plastico mesagnese, che affianca il Dr. Gian Luca Gatti presso il centro di riferimento per la Toscana della labiopalatoschisi nell’Ospedale di Pisa, in cui sono stati eseguiti oltre duecento interventi nell’ultimo anno. L’approccio utilizzato dal Centro pisano, ad esempio, basato sugli studi del Prof. Alessandro Massei, ex primario dell’ospedale e organizzatore del centro stesso, si basa sulla precocità del duplice intervento: operando il labbro entro i primi due mesi di vita e il palato entro i sei, si raggiunge rapidamente il corretto ripristino delle strutture anatomiche fondamentali sia per le necessità fisiologiche del piccolo paziente che per quelle psicologiche della famiglia. Il Prof. Massei, che ha curato le linee guida nazionali per il trattamento della labiopala-toschisi approvate dal Ministero della Sanità nel 2007, è socio fondatore dell’Aismel, impegnata da anni a rendere accessibili le informazioni sulla patologia che, con il corretto indirizzo terapeutico, si riduce a un difetto transitorio e per nulla invalidante.

www.labiopalatoschisi.eu
www.infolabiopalatoschisi.it
www.alessandromassei.it