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Incroci ad Amasea

30 agosto 2012

San Teodoro d’Amasea, o meglio, Amasya: città turca ad un’ora d’aereo da Istanbul, custodita in una stretta valle tra le montagne a sud del mar Nero. Da qui hanno inizio le narrazioni del martirio del santo patrono di Brindisi, e, per caso, proprio qui alcuni brindisini si sono ritrovati, assieme a giovani di altri sei paesi, per discutere di adozione.

Voice of orphans, progetto incluso nel Programma Gioventù in Azione istituito dalla Commissione Europea, ha attuato uno scambio culturale tra Italia, Turchia, Inghilterra, Slovenia, Polonia e Romania. A prender parte allo scambio interculturale, in rappresentanza del bel paese, i giovani della cooperativa Senza Confini, dal 2008 attiva nel campo della cooperazione internazionale. Il progetto, strutturato in una settimana di attività, ha relazionato orfani e giovani senza famiglia con associazioni ed enti non governativi attivi nel campo dell’adozione internazionale, per discutere delle leggi che regolano questo difficile tema.

“Le bellezze di Amasya – afferma Domenico Turrisi, che ha preso parte al progetto – hanno incorniciato uno scambio che, come qualsiasi esperienza interculturale, ha dato modo di conoscere ed apprezzare nuovi posti e nuove culture, ma anche, come nel mio caso, di riscoprire il valore del gemellaggio di quella città con la mia”.