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“Campi minati”: il nuovo numero di I Love Brindisi

9 febbraio 2012

È facile (oltre che meraviglioso, diciamocelo) riempirsi lo stomaco con la dieta mediterranea. Ma è altrettanto facile riempircisi la bocca. In senso metaforico, naturalmente. Non bastano certo fondazioni ed investimenti sul marketing territoriale, perché quella è soltanto la punta dell’iceberg. Ma mentre la campagna si riduce sempre di più a causa dell’urbanizzazione e delle speculazioni edilizie e viene abbandonata a causa degli scarsi incentivi che rendono economicamente conveniente solo la “coltivazione” di energia fotovoltaica, nessuno interviene concretamente per dare una vera speranza alla nostra agricoltura. Almeno nelle istituzioni. In questo senso, infatti, i più attivi sembrano i cittadini – perfino chi non ha origini italiane – con iniziative di ogni genere a partire dai gruppi di acquisto fino ad arrivare a piccoli produttori “illuminati” e addirittura a fornitori di servizi di ristorazione fuori dai classici circuiti. La consapevolezza che il nostro futuro è strettamente legato a quello della terra (nel senso di suolo) comincia a prendere piede sempre di più anche a Brindisi. Ed anche un documento così importante per il nostro futuro come è il Pug non potrà non tenerne conto.

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