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Il ciaf di Marco Esposito

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I sogni possono portarti lontano e, alcune volte, fare il giro e riaccompagnarti a casa. Come è accaduto a Marco Esposito, un bambino come tanti che, a nove anni, resta incantato dai passaggi e dai canestri dei campioni della squadra cittadina di basket e decide di dedicare la sua vita a questa passione.

Il primo step per Marco è stato diventare un ultras sfegatato che non rinuncia a nessuna partita della squadra. Poi scende in campo e inizia a giocare da juniores, ma per lui la pallacanestro è già una cosa seria. Agli inizi del Duemila anche la tecnologia vuole la sua parte, e insieme al fratello inizia a gestire la prima pagina web dedicata alla squadra di basket brindisina. Finito il liceo, come spesso accade, intraprende la carriera universitaria che lo porta a Milano per studiare scienze motorie. La passione per il basket lo spinge ad occuparsi, come allenatore, di una squadra di ragazzi. A metà percorso universitario svolge un tirocinio formativo: quale migliore occasione per andare a bussare alle porte dell’Olimpia Milano e chiedere se c’è uno spazio anche per lui? Nella squadra lombarda viene accolto per assumere il ruolo di video analista guidato dal mentore Mario Fioretti. Marco riesce a farsi notare, tanto che alla fine dello stage rimane in panchina ad aiutare il coach nelle sue scelte fino a giugno 2014 quando, con la squadra conquista lo scudetto.

Qualche anno prima, in verità, aveva già raggiunto la panchina della Nazionale per svolgere il suo lavoro anche in ambito europeo. Le soddisfazioni professionali continuano a crescere, ma i “cori ultras” degli amici brindisini gli ricordano la lontananza dalla propria città. Così, quasi per incanto, a luglio dell’anno scorso, riceve la chiamata per entrare nella coorte di coach Bucchi. Il sogno di un bambino diventa realtà quando nella sua città natale gli si offre un posto in panchina senza dover rinunciare né alla Lega A né alle sue competenze. Oggi possiamo rivederlo al PalaPentassuglia. È quel ragazzo in giacca e cravatta che porta in petto lo stemma della New Basket Brindisi, affianco a coach Bucchi.