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Vendemmia, estasi primitiva

8 settembre 2011

È tempo di vendemmia. Ogni settembre, nelle aziende vinicole del Brindisino, si rinnova un rito secolare, un tripudio di colori e di profumi in cui si fondono tradizione contadina e fede popolare. Nelle giornate di caldo umido le campagne si vestono a festa di colori, umori, sapori.

Donne di ogni età, con le mani sporche di mosto, intonano antichi stornelli tra i pampini porpora e oro. Un dolce e intenso profumo si sprigiona dalle casse di legno dove, gonfi, occhieggiano i grappoli d’uva, gli stessi che gesti appresi da un’antica pedagogia trasformano in vini rossi, rosati, bianchi, da dessert.

Susumaniello, Primitivo, Negramaro, Malvasia prodotti unici per profumo e sapore testimonianza del ricco patrimonio enologico del territorio e dell’alto potenziale di una città capace di investire in altri settori, che non siano il secondario, per rilanciarsi.

Negli ultimi anni le uve autoctone Pugliesi sono state rivalutate, oggi vengono riconosciute le innegabili e uniche caratteristiche dei vini nostrani, contesto nel quale la provincia brindisina punta a svolgere un ruolo di primo piano grazie a prodotti di qualità spendibili sul mercato nazionale e non solo.