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Il programma della nuova stagione del Verdi

Presentato il programma della nuova stagione del Verdi con quindici appuntamenti che conducono il pubblico in un percorso vario, attraverso tanti generi che accontentano i gusti di diverse fasce d’età. Nel programma della nuova stagione del Verdi trovano spazio i temi della fragilità umana nel contesto famigliare, del gioco psicologico che coinvolge lo spettatore, della quotidianità della vita, della bellezza e del senso profondo del vivere. Nel calendario anche uno speciale focus su Napoli, sulle storie, gli interpreti e gli autori che hanno creato l’identità di una città “capitale” del teatro.

Il primo sipario della stagione si alza il 20 novembre sul dramma «Uno sguardo dal ponte» di Arthur Miller, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, un classico della drammaturgia nord-americana. La pièce, interpretata da Sebastiano Somma per la regia di Enrico Maria Lamanna, indaga il tema attualissimo dell’emigrazione e dell’integrazione culturale attraverso una delle mille facce della New York anni Cinquanta. Il ponte, infatti, è quello che collega la lussuosa, vivida e ricca Manhattan alla povera e grigia Brooklyn, dimora esclusiva di immigrati e portuali.

Uno sguardo dal ponte

Brindisi è al centro del musical «Signori in carrozza!», in arrivo il 15 dicembre, scritto da Andrej Longo per la regia di Paolo Sassanelli. La storia si sviluppa nel dopoguerra a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta e racconta le vicende di una piccola compagnia di attori meridionali che prova il suo spettacolo nel vecchio teatro Verdi di Brindisi prima di imbarcarsi sulla «Valigia delle Indie», il servizio postale e passeggeri tra l’Inghilterra e le Indie Orientali.

Signori in carrozza!_ I Love Brindisi

L’anno solare si chiude il 29 dicembre nel segno del tango argentino. In scena «Revelación», uno spettacolo ideato da Adriano Mauriello con musiche originali di Lisandro Adrover. La tradizione del tango si “rivela” negli abbracci del paso doble in cui uomini e donne intrecciano sentimenti eterni come la malinconia, la nostalgia, la sensualità, la passione e la rabbia. Cinque coppie di ballerini e un’orchestra formata da otto musicisti trascinano il pubblico in una storia di tango, passione e mistero. Una danza di note che inebriano l’anima, in cui i cuori sembrano battere all’unisono.

Il nuovo anno si apre con «La bisbetica domata», tra le opere più popolari, comiche e irriverenti di William Shakespeare, in cartellone il 13 gennaio. Una favola noir e contemporanea, firmata «Factory Compagnia Transadriatica», che mette in gioco un cinico addomesticamento. Il pubblico è complice degli equivoci, dei travestimenti, delle sorprese e dell’ironia che il Bardo di Avon utilizza per compiere un viaggio continuo tra teatro e realtà, tra tragico e comico.

La bisbetica domata_I love Brindisi

A distanza di novanta anni dalla scomparsa dell’autore Eduardo Scarpetta, suo nipote Luigi De Filippo mette in scena «Miseria e nobiltà», al Verdi il 21 gennaio, un classico del grande repertorio comico napoletano, il dramma grottesco della miseria e il sussiego della ricchezza nella Napoli di fine Ottocento. Resta indimenticabile anche l’interpretazione cinematografica, nel 1954, di Totò e Sophia Loren.

Miseria e nobiltà_I love brindisi

La stagione prosegue il 26 gennaio con «Mr. Forest Show», spettacolo fuori abbonamento nel quale Michele Foresta, in arte Mago Forest, interpreta un improbabile e surreale showman che unisce una vena comica di stampo cabarettistico all’abilità dei prestigiatori, cercando in tutti i modi di attribuire un senso misterioso alle banalità del quotidiano.

Mr. Forest Show_I Love brindisi

La danza contemporanea approda martedì 2 febbraio con «Pa|Ethos», la nuova creazione del coreografo tibetano Sang Jijia. Lo spettacolo, diviso in due parti, fonda la sua riflessione sui termini Pathos ed Ethos, concetti fondamentali della retorica aristotelica. La poetica di Sang Jijia poggia sulle profondità del pensiero orientale e si arricchisce delle esperienze più alte della ricerca europea nella danza e nel teatro contemporaneo per un incontro originale tra rigore ed espressività. 

Michele Riondino e Federica Fracassi portano in scena, il 5 febbraio, un mito dell’antichità classica come «Euridice ed Orfeo», di cui Valeria Parrella propone una versione intensa e poetica per la regia di Davide Iodice. L’autrice napoletana alterna da tempo teatro e narrativa. La sua riscrittura del mito di Orfeo mette di fronte all’interrogativo più grande: è possibile sconfiggere anche la morte? Quando la sua amata Euridice muore, Orfeo si convince di poter vincere anche Ade. Ovviamente si sbaglia: Euridice non torna, non può tornare.

Riprendendo il lavoro di approfondimento sulla drammaturgia di Eduardo, Luca De Filippo presenta in veste di protagonista e regista l’11 febbraio «Non ti pago», commedia tra le più brillanti del repertorio eduardiano che lo stesso drammaturgo napoletano ha definito «una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia mai scritto». La commedia
parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata, che nella cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria non rinuncia però alla speranza, all’illusione, all’attesa di un colpo di fortuna che regali un futuro migliore.

Il 16 febbraio una splendida Sabrina Ferilli è la protagonista con Maurizio Micheli, che firma anche la regia, e Pino Quartullo di «Signori… le paté de la maison!», una commedia brillante, a tratti grottesca, dai risvolti amari, scandita da una cena piena di rivelazioni. È la versione italiana della pièce francese «Le Prénom» di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, successo a Parigi nel 2010, film nel 2012 a opera degli stessi autori (da noi «Cena tra amici») e poi ancora nel 2015 («Il nome del figlio», regia di Francesca Archibugi).  

Signori… le paté de la maison!_I Love Brindisi

Alessandro Preziosi raccoglie la sfida, tutta teatrale, di mettere in scena il prototipo del seduttore senza scrupoli, che fa dell’inganno ai danni delle donne da lui disonorate un vero e proprio vanto. Il «Don Giovanni» di Molière, in scena il 24 febbraio, si pone al confine tra teatro barocco e opera moderna e dà vita a un personaggio autentico, funambolo del trasformismo. Uno spettacolo complesso, allestito con la collaborazione artistica e i movimenti scenici del grande regista russo (scomparso lo scorso anno) Nikolaj Karpov, che vede impegnata una compagnia di circa venticinque elementi tra attori e tecnici.

A. Preziosi_Don Giovanni_i Love brindisi

Se il genio irriverente di Moravia si fonde con la grande commedia napoletana il divertimento è assicurato. Il Verdi incontra il 3 marzo la comicità di Vincenzo Salemme, protagonista con il suo nuovo lavoro teatrale «Sogni e bisogni», pièce liberamente ispirata al romanzo di Alberto Moravia «Io e lui».

La stagione prosegue il 15 marzo con «La scuola», un testo di Domenico Starnone già cult teatrale e cinematografico degli anni Novanta, ripreso ora dopo vent’anni da Silvio Orlando. Cosa è cambiato in questi due decenni nel mondo della scuola? Da questa domanda scaturisce il nuovo spettacolo, popolato da personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. La regia, ieri come oggi, è di Daniele Luchetti. In scena, accanto a Silvio Orlando, la bravissima Marina Massironi.

La scuola_ I Love Brindisi

Alessio Boni e Marcello Prayer sono gli interpreti, il 30 marzo, de «I Duellanti», intrigantissimo romanzo di Joseph Conrad. Una storia esemplare, scritta da uno dei più grandi autori europei di inizio Novecento. Un’opera su un mondo in rapida estinzione, e al tempo stesso un capolavoro dell’assurdo, che racconta come i fili della vita e del destino a volte sfuggano di mano superando ogni buon senso e prevedibilità.

I Duellanti_I Love Brindisi

La grande danza chiude la stagione il 5 aprile con «Masters of Dance», un omaggio a tre grandi coreografi europei firmato «Tulsa Ballet», compagnia americana diretta da Marcello Angelini che spazia dai grandi classici dell’Ottocento a lavori innovativi nel campo della danza contemporanea. A Brindisi presenta «Rooster», uno dei pezzi più popolari del coreografo Christopher Bruce, ispirato alla rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, sulla musica dei Rolling Stones; il secondo titolo in programma è «Petite mort», capolavoro su due concerti di Mozart del maestro ceco Jiří Kylián, tra i massimi interpreti della coreografia contemporanea; chiude il set «Classical Symphony», opera di Yuri Possokhov che riporta ad atmosfere cariche di fisicità. Quest’ultimo balletto figura nel repertorio del «San Francisco Ballet» e del «Bolshoi».

Masters of Dance_I Love brindisi