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All you need is love

All you need is love ilovebrindisi

I cosiddetti “classici” ci aiutano nella comprensione delle ragioni umane e dei sentimenti più profondi e universali, “All you need is love”. È un dato di fatto: discutendo dei più alti princìpi morali, nostra tappa di riflessione obbligatoria è Aristotele; sorpresi dalle tempeste delle passioni più intense e i relativi sconvolgimenti interiori, è Shakespeare che può farci da parafulmine; in malaugurato caso d’invasione da biechi blu, invece, con conseguente grigiore dilagante e svilimento di ogni nobile sentimento di amore, giustizia, onestà, fratellanza ed empatia con la natura e con le arti, un primo soccorso lo riceviamo dalla sintonia con la musica dei Beatles, preferibilmente del periodo 1967-’68.

Una musica brillante di una luce assoluta, tanto universale da esser capace di diffondere nel mondo il più essenziale e inequivocabile tra i messaggi codificati nel dna del genere umano: che sensazione quell’inno al culmine de “l’estate dell’amore” (1967), che si spandeva gioiosamente in mondovisione con il corale ALL YOU NEED IS LOVE! Le canzoni beatlesiane della seconda metà dei ’60 non hanno nulla dell’appiccicosa retorica legata alla parola “amore” e al suo affannarsi nella banale descrizione del sentimento; offrono invece per rappresentarla la materia viva di un suono unico, mai udito prima, e di una melodia che si muove sempre viva nel cuore delle persone e del Tempo; una magia sonora capace di scardinare la falsa morale di un Sistema, irrigidito e spaventato davanti ad un cambiamento di sensibilità e di prospettive dalla portata rivoluzionaria.

I Beatles di “Sgt. Pepper”, di “Hey Jude”, dei surreali ed infiniti campi di fragole e del geniale film “Yellow Submarine”, ci riconducono al desiderio primario di vivere in un mondo migliore – amando ed essendo amati – secondo criteri non indotti da uomini mediocri privi di ogni senso etico. Una musica dalle infinite sfumature, portatrice sana di valori umani, artistici e spirituali (pur senza la presunzione d’esser tale), che ci stimola – oggi come allora – a sognare e a realizzarlo adesso, il nostro presente migliore. Presente che non diverrà mai “futuro” senza passare dall’amore e il rispetto per gli altri e il sostegno per i più deboli, così come non potrà mai prescindere dall’amore e il rispetto per tutte le forme di vita che abitano questo meraviglioso pianeta. Un pianeta e una vita da difendere a tutti i costi da un costante pericolo, che è prima di tutto quello di cedere a una nostra esistenza passiva, plumbea, inutile ed infine dannosa. I biechi blu, è risaputo, non sopportano chi cerca di migliorarsi.

Vedi Beatles Submarine con neri Marcorè e la Banda Osiris al Nuovo Teatro Verdi, il 2 e 3 dicembre 2014 alle 20,30: http://www.ilovebrindisi.it/?p=11648