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A scuola per l’ora di (ri)creazione

3 ottobre 2012

Quando si parla di scuola può apparire azzardato ipotizzare un utilizzo “alternativo” delle strutture che giornalmente ospitano centinaia di studenti. D’altro canto, nulla vieta l’ideazione di proposte creative e rivoluzionarie atte a risolvere i problemi che affliggono il vivere sociale. La domanda è la seguente: e se alcuni istituti scolastici della città si trasformassero nel quartier generale delle associazioni culturali di Brindisi?

Sarebbero gli spazi ideali per “muovere le idee”, per creare aggregazione, per permettere a una compagnia teatrale di allestire uno spettacolo o a una band musicale di affinare l’intesa tra i musicisti. Si potrebbero sfruttare le aule per consentire lo svolgimento di corsi di formazione. Nei cortili e negli auditorium si potrebbero organizzare mensilmente concerti, reading letterari e rappresentazioni. Ovviamente, il tutto non avverrebbe durante le ore di lezione, ma compatibilmente con la funzione che ogni istituto deve improrogabilmente svolgere.

Un’idea quest’ultima condivisa dal gruppo Motùmus, dall’associazione culturale Meridiani Perduti e Cooperativa Thalassia di Brindisi. Tutto scorre per ora lungo i binari collocati a metà tra la fantasia e il rinnovato interesse di chi vuol fare del bene per la città, ma guai a frenare l’impeto dei buoni propositi.