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“Vino dentro”, viaggio onirico nella convivialità

16 maggio 2011

Il teatro come il vino illude i sensi, facendo emergere ciò che spesso rimane inespresso. È da questo legame intrinseco che sgorga “Vino dentro, versi divini… e altre storie” di Marcantonio Gallo, l’ultimo spettacolo della mini rassegna Attimi di Scena del Teatro Verdi.

Lo scorso venerdì 13 maggio la compagnia brindisina Teatro delle Pietre ha aperto “le bottiglie”, spianando la strada all’avanspettacolo vissuto in chiave contemporanea. Anche Vino dentro viaggia sulla scia delle sperimentazioni e delle ricerche di nuove frontiere del teatro, le stesse che hanno caratterizzato l’intera mini rassegna.

Il pubblico diventa ospite del TeatroDellePietre, per godere di un insolito momento di convivialità intorno a tavolate elegantemente imbandite sul palcoscenico. Sipario, calici alzati e… vino dentro, in tutti i sensi. Quella che poteva essere una performance convenzionale ha preso le sembianze di un onirico e surreale cabaret.

Il “capocomico” Marcantonio Gallo presenta gli eccentrici protagonisti dello show (Pietro Del Vecchio, Stefania Savarese e gli attori del Laboratorio TeatroDellePietre). Personaggi bislacchi con storie ed emozioni che sgorgano inarrestabili dalle bottiglie, sciogliendo ogni inibizione. E gli eccentrici costumi di scena (realizzati da Angelo Antelmi) non fanno altro che rendere ancora più vivida la cornice di questa giostra circense.

Tra un sorso di Punta Aquila (Primitivo delle Tenute Rubino) e qualche stuzzichino, l’ebbrezza del messaggio è rinforzata dalle citazioni di grandi penne che nella storia hanno raccontato il vino. Un viaggio sinestetico che va da Omero a Platone, passando per Bukowsky e Baudaleire. Tra emozioni e visioni che appaiono come allucinazioni, poi, ritorna l’amato avanspettacolo di Totò e De Filippo, accompagnato dalla danza e dal canto anche in chiave lirica.

Ed è sulle note della Traviata – Libiamo ne’ lieti calici – di Giuseppe Verdi, che si alzano i bicchieri per salutare con un brindisi la fine dello spettacolo. Ma non prima di lanciare un ultimo invito, quello alla riscoperta del teatro e alla convivialità troppo spesso dimenticata.